By Tommy NQZ
Vivere la giornata del 14 a Roma è stato come essere dei protagonisti di un film: un film da oscar, di quelli che rivedresti anche dopo 10 anni, un film di quelli emozionanti, pieni di colpi di scena e che ti lasciano con un non finale dal sapore acre come quello dei lacrimogeni. Un bel film insomma. Solo che non eravamo al cinema, tra i protagonisti c’eravamo anche noi, insieme a tutti nostri compagni e compagne e ad altre svariate decine di migliaia di persone. Un cast enorme, come non se ne vedevano da tanti anni, tutti li a girare questo film e a sfiduciare dal basso mr.B, la sua cricca e a gridare con forza che noi questa crisi non abbiamo la minima intenzione di pagarla.
La partenza dal TPO è fissata per le 3:30 di mattina, ma noi decidiamo di incontrarci in sala prove per mezzanotte, così! Tanto per darci un po’ di carica per la lunga giornata che ci aspetta con un paio d’ore di prove. A Roma c’è il sole ad attenderci e a scaldarci nonstante il gelo che dicono attangli tutt’Italia. In piazza al Colosseo ci troviamo con gli altri, giusto il tempo di un caffè e di un cornetto, e si parte. Gli studenti ci raggiungono poco dopo e sono veramente tanti. La trama inzialmente è confusa, si sa solo che finiremo in Piazza del Popolo, ma non si capisce bene come, se ci arriveremo e soprattutto per quale via. Quello che si capisce da questa trama confusa è che c’è un sentimento comune che ci muove tutti e tutte che sovrasta anche i sound system e i vari speakeraggi che ci circondano. Gridiamo che la crisi non la vogliamo pagare, che mr B. lo vogliamo sfiduciare, che il ddl gelmini non lo vogliamo e che tutto questo comincia a farci schifo, che puzza tanto quanto la munnezza di Napoli, che è desolante come le macerie dell’Aquila.
Il panorama però è bellissimo su via dei fori imperiali: il Colosseo alle spalle, il foro romano sulla sinistra e davanti a noi alto e imponente il Vittoriano. Li si intravedono i primi celerini, rinchiusi dietro le cancellate del monumento per il milite ignoto quasi a rappresentare il leit motiv di tutto il film. Un potere blindato, che impone divieti e zone rosse e che si chiude dentro ai propri palazzi e che perde la connessione con la realtà e il popolo a cui dovrebbe render conto e che in qualche modo glielo sta presentando. Arriviamo a piazza Venezia. Vediamo e tocchiamo la zona rossa, blindature ovounque ad ostruire qualsiasi passaggio. Volano sacchetti di mondezza verso i carabineri nascosti dietro i loro mezzi, poi bombe carta, poi parapiglia e infine i primi lacrimogeni. Fuggi fuggi ma ci prendono comunque, odore acre, occhi gonfi e lacrime, fortuna il malox. Il corteo si è spezzato, rimaniamo con i compagni di Radio Kairos e gli altri Burpici. Comunque ci ricompattiamo e ci riuniamo al corteo: direzione? Dicono via delle Botteghe oscure.
La fiducia passa anche alla camera, dentro al palazzo si celebra la morte della democrazia, la sua messa in vendita. Il serpentone non urla più, è solo un grande boato e un grande coro che scandisce all’unisono venduti venduti. Nel frattempo l’odore acre dei gas lacrimogeni trasportati dal vento si fa sentire e capiamo che la rabbia sta salendo, che l’indignazione di decine di migliaia di studenti precari, di esclusi si sta saldando, sta saltando qualcosa. Andiamo avanti, il corteo si fa stranamente silenzioso, niente più cori. E’ un atmosfera surreale. Sul lungo Tevere continuiamo a camminare in silenzio, davanti a noi cominciano ad alzarsi colonne di fumo nero, si sentono i boati delle bombe carta, le sirene dei pompieri, le ambulanze e i mezzi delle forze del disordine, si cominciano a vedere i segni dello sdegno di una generazione senza più speranze, senza più futuro. Come se ad un certo punto cento mila persone tutte insieme hanno provato le stesse emozioni, la stessa rabbia, lo stesso schifo, la stessa paura.
A piazza del Popolo il climax che ci accompagna da quando è arrivata la notizia della fiducia al governo raggiunge il suo apice. Una generazione in rivolta, un popolo che non ci sta più a farsi calpestare e che vuole a tutti i costi assediare il potere, fargli provare la stessa paura che accompagna le nostre esistenze da ormai troppo tempo. Ma oggi finalmente questa paura ce la stiamo scrollando di dosso, la stiamo affrontando, ognuno a modo suo, ognuno come può, ma nessuno sembra voler fuggire ancora. Ci rimettiamo in marcia, in cordone tutti insieme e quando passiamo davanti a Porta Flaminia vediamo il tumulto materializzarsi, finalmente la trama si fa chiara e la confusione che ci ha accompagnato fin dall’inizio svanisce verso un finale liberatorio composto dagli stessi protagonisti dell’inizio che avanzando verso la Sapienza liberano tutta la loro paura e rabbia in un coro collettivo che tiene viva la speranza e la voglia di continuare a resistere.
Ci siamo tutti, siamo tutti sfiniti e stanchi, ma contenti di tornare a casa consapevoli di aver fatto la Storia.
Giovedì 25 novembre alle ore 20:00 saremo ospiti nella trasmissione IgnoranzaRadiofonica di Radiokairos. Presenteremo il nostro nuovo album: Verso lo schianto, suoneremo dal vivo e ci racconteremo.
Se siete a Bologna potete ascoltarci in FM alla frequenza 105.85 oppure se siete dei provetti internauti oppure più semplicemente non siete a Bologna potete ascoltarci in streaming su: http://www.radiokairos.it
Il 20 novembre alle ore 21:30 ci esibiremo al C-Lab a Carpineto (RE)
Per maggiori info: http://www.facebook.com/event.php?eid=177118558968800&ref=ts


